Language:

Area rivenditori

EIMA 2016

EIMA International è l’Esposizione Internazionale di Macchine per l’Agricoltura e il Giardinaggio, rassegna a cadenza biennale promossa dal 1969 da FederUnacoma (Federazione Nazionale Costruttori Macchine per l’Agricoltura) ed organizzata dalla sua società di servizi FederUnacoma surl, in collaborazione con BolognaFiere.

Alla Rassegna, organizzata in 14 settori merceologici e articolata anche nei saloni specializzati di EIMA ComponentiEIMA GreenEIMA Energy ed EIMA M.i.A., partecipano direttamente industrie costruttrici di ogni continente, presentando le tecnologie di avanguardia del comparto a livello mondiale. 

La razionale organizzazione merceologica dell’esposizione consente ad un enorme platea di visitatori professionali - ai quali vengono riservati i primi due giorni di svolgimento dell’esposizione - e amatoriali di focalizzare subito i settori d’interesse e di organizzare così al meglio la loro visita. A EIMA prendono parte missioni di operatori economici provenienti da 60 paesi.

EIMA si svolge nel quartiere fieristico di Bologna su una superficie complessiva di 375.000 mq (140.000 mq la superficie espositiva netta), e in ogni edizione ospita circa 1900 espositori provenienti da 40 paesi che espongono oltre 50.000 modelli di mezzi, macchine e attrezzature per ogni tipo di lavorazione agricola o “verde” e per ogni modello di impresa.

 

Vi aspettiamo!

Deflazione in agricoltura: -9% dei prezzi

La ripresa dell’industria non arriva nei campi dove si registra una profonda deflazione con quotazioni in calo del 9% a settembre rispetto allo stesso periodo della scorso anno. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti relativa ai dati Istat della produzione industriale sulla base delle rilevazione dei prezzi agricoli dell’Ismea. Sebbene i positivi risultati della produzione industriale, i prezzi dei prodotti agricoli mostrano cali che vanno dal 28% per l’olio extra vergine d’oliva al 19% per i cereali fino al 9% per latte e formaggi molli, semiduri e fusi.

E’ dunque necessario che la ripresa industriale produca i suoi effetti anche sulle imprese agricole dove la deflazione ha effetti devastanti con quotazioni al di sotto dei costi di produzione in numerosi settori, dal grano al latte, che subiscono la pressione delle distorsioni di filiera e dal flusso delle importazioni selvagge. “Queste ultime, sottolinea Maria Letizia Gardoni Presidente nazionale dei giovani agricoltori di Coldiretti, fanno molto male al nostro comparto produttivo, dove tanti giovani stanno investendo, in quanto si basano su pratiche concorrenziali sleali che spacciano come Made in Italy prodotti che non hanno niente a che vedere con il nostro Paese. Tutto ciò è reso possibile dalla mancanza di indicazione chiara sull’origine in etichetta, un vuoto normativo da anni denunciato dalla nostra Associazione che permette di sostituire l’origine delle materie prime con quella doganale del prodotto finito, traendo così in inganno il consumatore”.

Con la deflazione a rischio – dichiara Coldiretti – c’è il futuro di prodotti simbolo del Made in Italy, ma anche un sistema produttivo sostenibile che – conclude Coldiretti – garantisce reddito e lavoro a centinaia di migliaia di famiglie e difende il territorio nazionale dal degrado e dalla desertificazione.

 

Fonte: Coldiretti

Consultazione pubblica linee guida per Agricoltura di Precisione

Aumentare la sostenibilità del modello agricolo italiano attraverso l'innovazione. È una delle sfide più importanti dei prossimi 5 anni, per consentire all'Italia di avere produzioni agricole di qualità e mantenere il primato di biodiversità che ci contraddistingue.

In questo contesto l'agricoltura di precisione svolge un ruolo di primo piano per ottimizzare i rendimenti produttivi e abbattere l'impatto ambientale. Si tratta di un settore che ha un potenziale di crescita molto importante, soprattutto nel nostro Paese. Nell'ultimo anno, partendo dall'esperienza e dai confronti di Expo Milano 2015, abbiamo analizzato la diffusione delle tecnologie di precisione nel nostro Paese.

Ad oggi circa l'1% della superficie agricola coltivata in Italia vede l'impiego di mezzi e tecnologie di agricoltura di precisione. Il nostro obiettivo è arrivare al 10% entro il 2021, con lo sviluppo di applicazioni sempre più adatte alle produzioni agricole nazionali. Per farlo è necessario costruire un piano di azioni coordinato di cui queste "Linee guida" sono la premessa fondamentale.

In questo lavoro, infatti, vengono individuate le tecnologie disponibili e il loro migliore utilizzo in base alle nostre colture prevalenti, proprio per dare agli agricoltori un indirizzo su quali applicazioni, già disponibili, sono le più efficaci a rispondere alle necessità produttive. 
Non solo, si tracciano anche gli strumenti nazionali e regionali per il finanziamento di queste pratiche innovative. In particolare l'inserimento dell'Agricoltura di precisione nel disciplinare nazionale della Produzione integrata e un quadro chiaro dei Programmi di sviluppo rurale regionali interessati. 

Un documento al quale si può contribuire concretamente attraverso una consultazione pubblica di 60 giorni, al termine dei quali le "Linee guida" saranno rese definitive e dalle quali partirà il piano di lavoro per rendere l'Italia leader dell'agricoltura di precisione in Europa.

Tutti possono partecipare inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

XV forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione

Venerdì 14 alle ore 9,00 e sabato 15 ottobre 2016 (con termine alle ore 13,30 circa), a Villa d’Este di Cernobbio sul Lago di Como si tiene la quindicesima edizione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti con la collaborazione di The European House - Ambrosetti. Il Forum è l'appuntamento annuale per l’agroalimentare che riunisce i maggiori esperti, opinionisti, ed esponenti del mondo accademico nonché rappresentanti istituzionali, responsabili delle forze sociali, economiche, sindacali e politiche nazionali ed estere, che intervengono sui temi correlati dell’ambiente, della sicurezza alimentare e dell’economia. 

A 50 giorni dal drammatico sisma, l’edizione di quest’anno si apre alle ore 9,00 di venerdì 14 ottobre nell’esclusivo parco di Villa d’Este con il primo mercato degli agricoltori terremotati con le loro storie che porteranno le specialità salvate dal sisma per farle conoscere e dare l’opportunità di sostenere con la spesa direttamente e concretamente la sopravvivenza economica di quei territori. Sarà divulgata la prima indagine sulle diverse forme di solidarietà espressa dagli italiani in questa drammatica occasione. Alle ore 10,00 ci sarà la presentazione dell’indagine completa Coldiretti/Ixe’ sui “Cambiamenti delle abitudini alimentari degli italiani” da parte del presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e del Presidente di Ixe’ Roberto Weber e, a seguire, alle 11,30 spazio dedicato a “La finanza incontra il cibo” e focus sulle speculazioni internazionali che passano con facilità dalle azioni alle valute, dai metalli preziosi fino al cibo, ma anche ai rischi della delocalizzazione con l’allestimento del primo “scaffale dei marchi italiani storici passati in mani straniere”.
Nel pomeriggio di venerdì alle 15,00, approfondimento sul difficile rapporto tra Italia ed Unione Europea con rappresentanti delle Istituzioni a livello locale, regionale, nazionale ed europeo con l’indagine sull’ atteggiamento degli italiani nei confronti dell’Unione Europea e le ultime sorprendenti novità in una specifica esposizione “Le mani dell’Europa nel piatto” Verrà poi affrontato il tema della illegalità come freno allo sviluppo del Paese in un settore particolarmente sensibile. 
Sabato 15 ottobre dalle ore 9,30 focus sul Made in Italy a tavola con innovazioni e mode alimentari che hanno portato nuovi cibi nel piatto degli italiani come emerge dall’analisi del Censis che sarà accompagnata dalla prima classifica dei cibi più pericolosi che saranno oggetto di una specifica esposizione con dettagliata analisi.  Un dibattito sulle riforme nel Paese chiude, nella seconda parte della mattinata, il Forum. Sarà divulgata la prima analisi sugli effetti della Brexit sul commercio dei prodotti Made in Italy.
 
Fonte: Coldiretti 

Quaranta milioni di euro per mantenere il primato dell'agricoltura biologica siciliana

“Pubblicata la graduatoria definitiva del bando ‘biologico 2015’. Circa 5000 i beneficiari di 40 milioni di euro di contributi per la conversione e il mantenimento delle coltivazioni biologiche, su una dotazione complessiva di 220 milioni nella nuova programmazione. Una risposta tanto attesa dalle aziende siciliane che hanno scommesso su qualità e sostenibilità”. Lo dice in una nota l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici
“Si avvia a conclusione l’iter di finanziamento della prima misura a forte impatto economico del nuovo PSR. La Sicilia è la terra più biologica d’Europa. Entro la fine della nuova programmazione l’isola supererà i 300 mila ettari di produzione biologica, confermandosi come regione più pulita al mondo nei sistemi di produzione agricola. La scommessa rimane quella di valorizzare questo primato in termini di capacità di commercializzazione di prodotto biologico. Entro l’anno saranno erogati i contributi per tutti coloro che hanno partecipato alla programmazione del nuovo Psr per le misure a superficie: 40 milioni per il biologico e circa 24 milioni per l’indennità compensativa 2015, quest’ultima misura interessa 13000 aziende siciliane, prevalentemente zootecniche. Infine entro metà dicembre contiamo pure di dare una soluzione al blocco dell’erogazione del contributo sul biologico del bando 2013. Blocco che si è determinato nel corso del 2015 e che ha interessato oltre 5000 aziende”.

 

ALTRI FONDI. Entro fine ottobre pronti anche 23 milioni per le cosiddette indennità compensative e un bando da 200 milioni per l’ammodernamento tecnologico delle imprese agricole. È una pioggia di finanziamenti, quella che sta arrivando sul settore dell’agricoltura grazie ai primi fondi europei del periodo 2014-2020. I finanziamenti sono destinati ad almeno 18 mila aziende.

LEGUMI.  Cece nero, fava larga, fagiolo badda, lenticchia. Sono alcune delle specialità siciliane di legumi che collocano l’isola ai primi posti per la qualità e quantità in Italia.
Lo rileva Coldiretti Sicilia nel commentare positivamente l’andamento regionale del 2016 proclamato dall’Onu, anno internazionale dei legumi che ha visto anche il successo di prodotti tipici come il macco addirittura confezionato e regalato come bomboniera.

“Negli ultimi anni – continua Coldiretti Sicilia commentando i dati Istat – è di nuovo cresciuta la produzione di ceci passando da 877 ettari del 2013 a 920 dell’anno scorso con una raccolto stimato in oltre 16 mila quintali”.

Fonte:http://ilmattinodisicilia.it

Export di susine e kiwi, evitato il blocco verso il Canada

Grazie a un confronto tecnico fra il ministero delle Politiche agricole e il Governo canadese, è stato evitato il blocco delle esportazioni di kiwi e susineitaliane sul mercato del Paese nordamericano per cause fitosanitarie. Per la campagna 2016-2017, infatti, le autorità canadesi hanno comunicato che non saranno applicati i nuovi requisiti all’importazione.

Per quanto riguarda le spedizioni di susine, sono state accolte le proposte delGoverno italiano e, a fronte di un aumento dei controlli sulle partite esportate, sarà possibile continuare lo scambio commerciale. Kiwi e susine seguono quindi la precedente riapertura del mercato canadese per l’uva da tavola made in Italy.

© AgroNotizie

Cibo Made in Italy "must" per gli stranieri

A fronte di una produzione nazionale che vanta oltre 5.847 tra cibi tradizionali e denominazioni di origine, l'Italia porta sulle tavole dei consumatori internazionali non più di 200 "veri" prodotti del Made in Italy. La "reputation" del nostro agroalimentare è buona, per la stragrande maggioranza degli stranieri "un must", ma la cifra mossa dall'export è di quasi 37 miliardi di euro rispetto a un potenziale di almeno 70 miliardi. In sostanza, un paniere molto limitato di prodotti copre oltre il 90% del fatturato complessivo, che per 24 miliardi di euro è generato addirittura da scambi con le sole nazioni di Germania, Francia e Regno Unito. Numeri che fanno riflettere e che sono stati messi al centro del dibattito nell'importante iniziativa che la Cia-Agricoltori Italiani ha promosso oggi a Roma presso l'Associazione Stampa Estera. Un incontro con giornalisti e stakeholder di settore, incentrato sull'analisi dei mercati internazionali per l'agroalimentare italiano e sui progetti che la stessa Cia sta realizzando per promuovere le eccellenze delle aziende agricole nostrane su nuovi mercati stranieri. Un piano di internazionalizzazione portato avanti in partnership con Ice, Gambero Rosso International, Centro Studi Anticontraffazione e Studio Valdani e Vicari.

L'Italia, si è detto in conferenza, produce ad esempio ben 523 vini a denominazione d'origine, ma i consumatori mondiali possono "conoscerne" meno di una dozzina: questo perché gli altri non sono facilmente reperibili sui loro mercati. Quindi, mentre i consumatori internazionali trovano l'Aceto balsamico di Modena, il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, i Prosciutti di Parma e San Daniele, il Pecorino romano e il Gorgonzola, ignorano -solo per citarne alcuni- il Caciocavallo Silano, il Fagiolo di Sarconi o il Riso vialone nano del Veronese. Da questo quadro si deduce come il potenziale inespresso dall'agroalimentare italiano sia enorme.

Recenti studi e analisi, su come "vengono percepite" le produzioni italiane all'estero, dicono che ben 4 consumatori stranieri su 10 giudicano la qualità dei nostri cibi superiore rispetto a quella localeil 43% degli statunitensi chiede più Made in Italy nei supermercati e ben il 74% dichiara di essere disposto a riconoscere un prezzo maggiorato sui prodotti, a patto che siano 100% italiani. La domanda è forte, ancora di più se si considerano quei Paesi praticamente vergini negli scambi con l'Italia o le realtà emergenti come l'Asia.

Eppure i conti sembrano non tornare. A puntare il dito sulla mancanza di una strategia italiana di lungo respiro sulle politiche agroalimentari connesse all'export, è il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino"Ho il timore che, a forza di parlare solo di ‘km zero', stiamo relegando le nostre produzioni di eccellenza alla vendita nei mercatini rionali, che complessivamente generano un fatturato inferiore al miliardo e mezzo di euro -ha dichiarato nel corso dell'iniziativa alla Stampa Estera-. Questa strategia ‘limitata' blocca, invece, un potenziale da almeno 70 miliardi di euro in export".

Finora, è emerso dalla conferenza della Cia, l'Italia non ha mai messo in campo (o lo ha fatto poco e in maniera disorganica) una strategia funzionale per aggredire i mercati stranieri, organizzando e accompagnando le imprese agroalimentari in questo processo. E anche da qui origina il fenomeno dell'Italian sounding e dei "falsi Made in Italy", che ha trovato campo libero sui mercati internazionali, venendo a mancare di fatto il presidio dei prodotti "veri". E tradotto in cifre il business del "tarocco", va ricordato, muove 60 miliardi di euro ogni anno. Un fatturato totalmente scippato a chi ha costruito nei secoli sul campo, attraverso qualità e sapienza, l'immagine vincente del cibo italiano nel mondo: agricoltori e artigiani.

 

Fontw: http://www.cia.it/news

Al via la fase operativa #dopoExpo

Lo Human Technopole sarà organizzato in 7 Centri (Medical Genomics, Neurogenomics, Agri-Food and Nutrition Genomics, Data Science, Computational Life sciences, Analysis, decision and Society, Nano Science and Technology) e 3 facilities condivise (Central Genomics, Imaging, Data Storage and High Performance Computing).

"Il decreto firmato - afferma il Ministro Maurizio Martina - segna concretamente il primo passo operativo verso la realizzazione di Human Technopole, con lo stanziamento di 80 milioni che si aggiungono ai precedenti 50 milioni che il Governo aveva stabilito per entrare come socio in Arexpo. Noi ci siamo. Abbiamo fatto un grande lavoro di squadra perché, accanto all'ITT, abbiamo lavorato con le tre università pubbliche di Milano e ingaggiato il CNR e l'istituto superiore di Sanità. I prossimi due anni saranno cruciali. Nel gennaio del 2017 contiamo di porre già la prima pietra. Credo davvero che l'area di Expo possa diventare a tutti gli effetti una grande piattaforma di sviluppo della ricerca in grado di mettere ancora una volta e sempre di più Milano, la Lombardia e l'Italia al centro del panorama mondiale della ricerca". 

LE TAPPE DEL PROGETTO

-       febbraio 2016: consegna progetto Human Technopole;-       marzo-luglio 2016: valutazione progetto da parte del MIUR attraverso un panel di esperti internazionale;
-       luglio-agosto 2016: aggiornamento progetto, integrando le osservazioni del panel di esperti;
-       agosto-settembre 2016: verifica del MEF delle stime del fabbisogno finanziario (metodo costi standard);
-       settembre 2016: decreto che istituisce Human Technopole.
-       ottobre 2016: insediamento del Comitato di coordinamento;
-       entro dicembre 2016: definizione entità giuridica HT;
-       gennaio 2017: predisposizione e avvio bando per lavori e call internazionale per direttore scientifico e direttori centri HT;
-       febbraio 2019: piena autonomia operativa di Human Technopole dopo i 24 mesi di start up.

ORGANIZZAZIONE
Il progetto dello 'Human Technopole, Italia 2040' prevede l'insediamento nell'area Expo a Milano di un'infrastruttura centrale di laboratori che ospiterà a regime circa 1500 fra ricercatori, tecnici e amministrativi. Altri laboratori sorgeranno all'interno degli istituti di ricerca partner, sotto forma di Outstation. La fase di start-up durerà 3 anni, al termine della quale è prevista una prima valutazione da parte di panel internazionali. 

TEMI

La genomica di base sarà il focus del Centro di Medical genomics, con particolare attenzione ai meccanismi delle malattie oncologie e auto-immuni, invecchiamento e infiammazione. Le strategie terapeutiche saranno studiate in modo da adattarsi ai diversi profili genetici dei pazienti, avviando quindi test pre-clinici in collaborazione con alcuni istituti ospedalieri milanesi. 
Le malattie neurodegenerative, quali Alzheimer, Parkinson e Sclerosi Laterale Amiotrofica, saranno oggetto di studio delCentro di Neurogenomics, seguendo la progressione della malattia nei pazienti, associandola allo stile di vita, alimentazione e storia famigliare. Tali studi saranno affiancati dallo sviluppo di nuove tecnologie per l'analisi del cervello.
Il Centro di Agri-food and Nutrition Genomics sarà la struttura in cui i migliori esperti nei settori dell'agroalimentare, nutrizione e salute potranno lavorare per definire, in modo inedito a livello internazionale, la corretta nutrizione preventiva all'insorgenza malattie degenerative.Lo sviluppo degli algoritmi di analisi della grande massa di dati ottenuta, sarà affidato al Centro Data Science che avrà il compito di integrarle con informazioni di tipo epidemiologico e valutazioni etico-sociali.

Il Centro di Computational Life Sciencessvilupperà modelli multiscala di nuova generazione (per esempio per 3D genome) e la tecnologia necessaria all'analisi e studio dei big data, sia in termini di architetture software che strutture hardware, usando HPC - high-performace-computing e realizzando una facility di Storage/HPC. Attraverso la simulazione in ambiente virtuale dell'interazione tra nuove molecole e strutture biologiche, sarà possibile scoprire nuovi farmaci.
Il Centro di Analysis, Decisions and Society fornirà all'intero Human Technopole gli strumenti matematici, statistici e computazionali necessari a gestire i risultati ottenuti nelle diverse aree. Il Centro, inoltre, si occuperà di analizzare in modo integrato i dati genomici, medici e nutrizionali, con informazioni di tipo sanitario ed economico-sociale.Infine, il Centro di Nano Science and Technology studierà materiali e dispositivi nanotecnologici per migliorare il monitoraggio dello stato dei pazienti e dei cibi: sensori a basso costo e di alta sensibilità per analisi genetiche, dispositivi ingeribili in grado di monitorare i parametri vitali del corpo umano in tempo reale, packaging alimentare attivo.


Ufficio stampa MIPAAF

QBO, ENSO e SOLAR FLUX

L’autunno ormai è alle porte e con l’avvio del semestre via via più freddo, si iniziano a porre anche interrogativi circa le possibili sorti dell’inverno 2016/2017. Con questo articolo faremo un piccolo tentativo di tendenza, anche perchè siamo solo a Settembre!
PREVEDIBILITA’ A DISTANZA - Tuttavia, anche a maggiore distanza temporale, si può azzardare a delineare una possibile tendenza dell’inverno, sulla base di alcuni indici tele-connettivi (sono parametri dell'atmosfera, ndr) che sono meno mutevoli nel tempo e convenzionalmente caratterizzanti un possibile decorso invernale. 
I TRE INDICI FONDAMENTALI - Parliamo di tre indici essenzialmente: QBO, SOLAR FLUX e ENSO. Al di là di tutti gli altri aspetti della circolazione generale, anch’essi riconducibili ad altrettanti index e che possono influire, sul decorso dell’inverno. Questi costituiscono, un presupposto di base circa il possibile orientamento di una stagione invernale. 
COS'E' LA QBO - La QBO, sta per Quasi Biennal Oscillation, consiste in una oscillazione biennale della circolazione stratosferica: in circa 28 mesi, i venti in medio-alta stratosfera si invertono, talora provengono da Ovest verso Est, altre volte da Est verso Ovest. Nel primo caso parliamo di QBO positiva, nel secondo di QBO negativa. In riferimento all’Europa, la QBO negativa è più propensa a condizioni fredde, quella positiva a condizioni più miti. 
COS'E' IL SOLAR FLUX - Si tratta di un indice che esprime lo stato del flusso solare, in relazione all'andamento delle macchie solari. E' positivo se le macchie sono in numero elevato, negativo se le macchie sono in numero minimo. Ne risulta una diversa incidenza del grado di influenza termica e magnetica della nostra stella sul nostro pianeta, e sulla circolazione atmosferica che lo caratterizza.
COS'E' L'ENSO - Il famoso ENSO è l'indice che rappresenta l’andamento termico della superficie oceanica pacifica equatoriale. Se positivo, famoso EL NINO, inverno più mite su Europa; se negativo, NINA, ma non esagerata, possibilità di inverni più freddi. 
CARATTERISTICHE INDICI PER UN INVERNO FREDDO - Diciamo subito che i segni che devono avere questi 3 indici, per un inverno che abbia buoni propositi invernali per l’Europa sono: QBO +, SOLAR FLUX ai massimi livelli ( più comodamente ++ anch’esso ) e un ENSO neutro; oppure, QBO - SOLAR FLUX ai minimi livelli ( più comodamente - - anch’esso ) e un ENSO debolmente negativo, cosiddetta Nina debole. 
STATO ATTUALE DEGLI INDICI E ANOMALIE - Diciamo subito che quest’anno c’è una anomalia che non abbiamo riscontrato negli anni passati. Un'anomalia in riferimento alla QBO. Essa è stata positiva nello scorso anno, quest’anno sarebbe dovuta tornare negativa, per poi ripassare a positiva a conclusione del ciclo quasi biennale. Di fatto, e ciò è la prima volta che accade in 60 anni circa di osservazione dell’indice, l'inversione di tendenza non è avvenuta alle quote più alte della stratosfera. Si è come inceppata, mentre, e questo è un altro fatto anomalo, una parziale inversione vi è stata alle quote medio-alte stratosferiche, ma con una negatività esile e tendente alla neutralità. Insomma, un andamento di questo indice decisamente anomalo e che pone interrogativi anche sulla possibile evoluzione dell'inverno prossimo. 
CONCLUSIONI - Se non fosse intervenuta questa anomalia, già da ora avremmo potuto avere delle indicazioni abbastanza valide su come sarebbe potuto evolvere questa prossima stagione invernale. E ci sarebbero stati i presupposti, tutti, per un grande inverno, seppure poi in dettaglio, sulle varie aree europee, ci sarebbero potuto essere delle eccezioni. Tuttavia, in linea generale, i presupposti dei tre indici sarebbero stati tutti favorevoli a inverno freddo: SOLAR FLUX al minimo, andamento ENSO favorevole a una NINA debole e QBO, se non avesse fatto i capricci, negativa. L’anomalia della QBO sconvolge l’ andamento e, se si dovesse mantenere positiva, potrebbe deporre anche per un altro non inverno. Insomma molta incertezza per la prossima stagione fredda 2016/2017. Bisogna attendere ancora qualche mese per cercare di capire come evolve la QBO, in atteggiamenti, quest’anno, davvero anomali.

 

Fonte: ilmeteo.it

Contattaci

  • Str. Statale Fraz. Foresto, 65

    12030 CAVALLERMAGGIORE (CN)

  • Tel. +39 0172 742108

    Fax +39 0172 742333

  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Perché scegliere noi

Partnership

associato A.R.PRO.M.A.