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L'INFLUENZA DELLA LUNA IN AGRICOLTURA

Gli scienziati sono reticenti ad ammettere che la luna abbia un'influenza sull'agricoltura, anche se un effetto della luna sul nostro pianeta è ben visibile tutti i giorni attraverso le maree ed è provato che la sua luce entri nel terreno più in profondità rispetto alla luce del sole, influendo in modo positivo sul processo germinativo delle piante.

 

L’esperienza antica sa utilizzare a proprio vantaggio le quattro fasi del ciclo lunare, conosciute come quarti, che durano circa sette giorni ognuna: i primi due, tra la luna nuova e la luna piena, segnano il momento in cui si ha la maggiore luminosità, il terzo e ultimo quarto si hanno dopo la luna piena e quindi la luce si affievolisce.

 

La luna crescente produce l’effetto di far risalire le linfe verso la superficie e l’attrazione gravitazionale è minore, diventa quindi il momento ideale per la crescita, il raccolto e per seminare gli ortaggi che producono i propri frutti al di sopra del terreno e i cui semi si trovano all’interno dei frutti, ad esempio zucca, il melone, pomodori, fagioli, piselli peperoni. Con la luna calante la linfa si ritira verso le radici, è considerato un momento di riposo, la terra è feconda, è il momento ideale per la semina e per le radici delle erbe officinali che vengono raccolte con la luna calante solitamente all’inizio della primavera, prima della fioritura. La luminosità e l’attrazione della luna sulla terra diminuisce, sono i giorni indicati per dedicarsi alla potatura delle piante e falciare i prati, in modo da ritardare la ricrescita dell’erba.

 

La luna piena è la fase in cui è più luminosa ed è una sfera completa, subito dopo la luna piena nel terreno si crea maggiore umidità, è il momento migliore per piantare i tuberi e gli ortaggi che crescono sottoterra come le patate, le barbabietole, i ravanelli, le patate.

 

La luna nuova (o luna nera) non è visibile perché la Terra si pone tra il Sole e la Luna, è il momento in cui è favorita la crescita delle radici e delle foglie come la lattuga, spinaci, cereali, cavolfiori, cicoria..

 

Per riassumere brevemente questo argomento ricco di spunti e molto affascinante, che qui è solo accennato e non completo, si consiglia di seminare o piantare quando la luna è crescente (ma non durante il periodo di luna piena) mentre togliere le erbacce, pulire e curare le piante è perfetto quando la Luna è calante.

luna

IL RINCARO DEI CEREALI FORAGGERI

Arrivano a doppie cifre gli aumenti dei prezzi dei cereali, mentre il Cai, Consorzi Agrari d'Italia, registra il calo della produzione del 10%. 

Il trend, fortemente rialzista dei prezzi di questa materia prima molto importante per la nostra alimentazione, registra un 15% per il grano tenero, il 25% per l'orzo mentre per il grano duro registra un aumento meno spettacolare, +3%. 

In Italia i cereali sono molto importanti e la superficie destinata a tali colture è del 32% della superficie agraria utile. La maggioranza dei campi sono concentrati nel Centro Nord. 

Il grano duro è coltivato per lo più nel Sud Italia, al nord è quasi scomparso. In Italia si tratta di un cereale molto importante, in quanto è l'ingrediente fondamentale per produrre la pasta alimentare, mentre nel mondo è poco diffuso e lascia il posto al grano tenero, coltivato in Europa soprattutto in Francia, Inghilterra, Austria e Germania. 

Il mais è senza dubbio il re dei cereali nel nostro Paese, la sua produzione è molto aumentata negli ultimi quindici anni. Ha una grande potenzialità produttiva e un alto valore nutritivo e viene prodotto per lo più in tutta la Pianura Padana. 

La superficie destinata all'orzo, così come quella destinata al grano tenero, si è ridotta in Italia e la produzione annuale è leggermente più bassa rispetto al fabbisogno nazionale e viene assorbita in piccola parte per l'alimentazione umana e per la maggior parte per la zootecnia. 

A livello europeo l'Italia è il maggiore produttore di riso con la superficie concentrata nella regione Piemonte e in Lombardia, che producono oltre il 50% del riso Europeo. A oggi esistono circa 200 varietà di riso. 

Ci sono poi dei cereali considerati minori: per l'avena la sua produzione è molto calata a causa delle elevate esigenze di acqua della cultura, un calo del numero di allevamenti di cavalli, la sua poca resistenza al freddo e la necessita di un ambiente umido e fresco. Gli studi si stanno spingendo verso la ricerca di antiche qualità che sono più resistenti. 

Il sorgo è il quinto cereale più coltivato al mondo e offre il vantaggio di avere un ridotto fabbisogno idrico. 

La segale è un cereale antico, che ha la caratteristica di avere una forte resistenza al freddo, per questo motivo la coltura in Italia è per lo più diffusa nelle zone di montagna del Piemonte del Trentino e della Lombardia. 

Negli ultimi anni è cresciuto anche l'interesse per il farro, considerato una specie tradizionale in quanto già presente sulle tavole di etruschi e romani, e quindi importante per la biodiversità. È il precursore del frumento, dal quale fu poi sostituito perché era più facile da coltivare e con rese maggiori. L'area di produzione principale è l'Italia centrale. 

Tutti questi cereali coltivati in Italia vengono a mescolarsi alle tradizioni e alla cultura del nostro Paese e sono delle eccellenze da valorizzare e promuovere. 

 

CEREALI

I DIVERSI TIPI DI IRRIGAZIONE

Con l'estate arriva il caldo e l'irrigazione diventa fondamentale per ottenere un buon raccolto. Grazie all'irrigazione artificiale si riesce a produrre il doppio della quantità agricola che si otterrebbe spontaneamente con la pioggia: l'uomo ha quindi imparato nel tempo a controllare l'acqua attraverso argini, dighe e sistemi di irrigazione che permettono di fornire la giusta quantità di acqua alle piante per nutrirle e proteggerle.

BIODIVERSITA' DEI TERRENI AGRICOLI: CALA LA POPOLAZIONE DI UCCELLI IN UE

E' un dato di fatto che i volatili in UE sono meno numerosi, si calcola che dal 1990 a oggi la popolazione di tutte le specie di uccelli comuni sia diminuita del 4%. Tuttavia un piccolo messaggio positivo: dopo molti anni di declino sembra che il numero di uccelli comuni abbia iniziato a stabilizzarsi e ad aumentare sensibilmente, soprattutto per gli uccelli forestali comuni, mentre la popolazione di uccelli comuni dei terreni agricoli è in largo declino, -17% dal 2000.

L'AGROECOLOGIA, LA SPERANZA PER UN FUTURO MIGLIORE

L'agroecologia è un approccio di ricerca scientifica che consiste nell'applicazione dei principi ecologici nella produzione degli alimenti, principi e pratiche che vogliono migliorare la sostenibilità dei nostri sistemi alimentari e agricoli. E' un nuovo modo di considerare l'agricoltura, la lavorazione, la distribuzione e il consumo dei prodotti in rapporto con la società e la natura, che non si basa sullo sfruttamento del suolo e degli animali tipico dei modelli di business aggressivi, ma mettendo al primo posto l'integrazione con il modo naturale e cercando giustizia e dignità per tutti gli attori, umani e non.

GLI INSETTI IMPOLLINATORI, ALLEATI FONDAMENTALI IN PERICOLO

Diventa sempre più chiara l'urgenza di occuparsi seriamente della protezione dell'ambiente e della biodiversità con azioni che possiamo mettere in atto tutti noi nel nostro quotidiano. Anche l'Europa si è mossa in questa direzione promuovendo il Green Deal, a cui in Italia si aggancia la Direttiva 2021 in cui i Parchi nazionali e le Aree Marine Protette hanno portato avanti il loro obiettivo di conservazione e tutela dell'ambiente, il cui obiettivo principale è quest'anno focalizzato sulle azioni dirette ad affrontare il declino degli insetti impollinatori.

BOSS, L'AGNELLO NATO IN.. CARCERE!

Si chiama Boss, è in carcere... ma non è un malvivente! Boss è il primo agnello nato nel carcere di Ancona: a fine 2020 una ventina di pecore sarde sono state portate all'Istituto Penitenziario di Barcaglione, nella periferia di Ancona immerso in due ettari di terreni demaniali, grazie al progetto realizzato dalla direttrice, che ha permesso la creazione di una piccola azienda agricola che insegna manualità e competenze ai detenuti per aiutarli a reinserirli in società una volta terminata la pena da scontare.

AGRICOLTURA ITALIANA: LA PRIMA IN EUROPA

L'agricoltura italiana si trova in cima al podio europeo  per un valore aggiunto di 31,3 miliardi di euro, seguita dalla Francia con 30,2 miliardi di euro e Spagna, 29,3 miliardi di euro.

Un bel risultato che però è reso un po' amaro a causa dell'emergenza sanitaria in corso che ha avuto un forte impatto sui risultati dell'agricoltura europea: le attività si sono dovute ridimensionare anche a causa delle difficoltà riscontrate per collocare molti prodotti sui mercati, di cui hanno risentito i prezzi, che sono crollati in tutta europa, come ad esempio gli allevamenti di visoni in Danimarca, la produzione di suini in Germania e tutto il settore del florovivaismo sviluppato nei Paesi Bassi, con lo stop a cerimonie ed eventi. 

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